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martedì 14 luglio 2009
domenica 5 luglio 2009
Stiamo tornando!
sabato 6 giugno 2009
IN'ATTESA DEL NUMERO 1, TRA DEDICHE E RINGRAZIAMENTI!

Giuseppe Quattrocchi, un uomo intelligentissimo e un disegnatore sublime, professore alla scuola del fumetto di Milano, frequentata da Simone Campisano, uno degli autori del numero zero ed autore di Mondi, ha voluto dedicare questa illustrazione riferita appunto all'opera di Campisano non solo al proprio alunno, ma anche al progetto Fumettialcubo, iniziativa tutta siciliana che mostra come il fumetto sia nel sangue e nel cuore di molti di noi e di come sia vero il detto aiutati che dio ti Aiuta!.
Un grazie sentito, dunque a quasta speciale dedica del prof. Quattrocchi.
Vogliamo ringraziare, anche, tutti quelli che ci hanno "assecondato" all'inizio di questo viaggio e che hanno apprezzato il nostro pregetto fin dai suoi primissimi passi; ringraziamo anche tutti i critici che hanno saputo trovare difetti ed imperfezioni ( non crediate; se c'erano imperfezioni le abbiamo inserite di proposito! ) e coloro che fino a quì ci hanno accompagnato.
Continuate a seguirci, presto sarà disponibile l'atteso numero 1 di F3 (e poi non dite che non l'avevamo detto.).
Riscaldiamo i motori!
seman ja.
giovedì 16 aprile 2009
La radice del fantastico
di Plato
Oggi si parla di fantastico solo con la fiaba e la favola: in origine erano racconti per lo più dell'orrore fruibili quasi esclusivamente dagli adulti, per il fatto stesso che, a differenza dei bambini, la loro fantasia doveva essere stuzzicata. Col tempo questi sono diventati generi per l'infanzia, ma i primi racconti e leggende su mostri, orrori indicibili, fantasmi e quant'altro sono ancora oggi considerati classici del genere fantastico.

In senso lato si può iniziare a parlare di letteratura fantastica o di fantasia sin dall'alba dell'uomo, in cui si recitavano versi propiziatori di carattere sacro o epico. I primi drammi, i cui personaggi erano maschere di divinità che si affrontavano tra loro sarebbero nati in questo modo.
Oggi si parla di fantastico solo con la fiaba e la favola: in origine erano racconti per lo più dell'orrore fruibili quasi esclusivamente dagli adulti, per il fatto stesso che, a differenza dei bambini, la loro fantasia doveva essere stuzzicata. Col tempo questi sono diventati generi per l'infanzia, ma i primi racconti e leggende su mostri, orrori indicibili, fantasmi e quant'altro sono ancora oggi considerati classici del genere fantastico.
Il fantastico è capace di evocare nel lettore scene irreali rendendole credibili dal punto di vista mimetico, anche se il narratore esprime incertezze su quello che vede o sente, l'effetto di angoscia, timore è creato dal voluto stato di sospensione tra reale e soprannaturale, realtà e sogno mai irrisolto. Al contrario, nella favola o nel mito l'orco e il drago non spaventano più di tanto anche perché il contesto in cui appare non è plausibile almeno per il lettore adulto: castelli sulle nuvole, pianeti o continenti immaginari popolati da nani, streghe e giganti, rivelano apertamente la natura deliberatamente fittizia della storia, dove i personaggi stessi non sembrano fatti di carne e ossa. Todorov classifica le favole nel meraviglioso, quello che solitamente chiamiamo il fantasy.
Nel fantastico l'effetto consiste invece nella sorpresa: è l'irruzione nel mondo reale di qualcosa che non vi appartiene, e l'effetto è perturbante. L'intervento del soprannaturale è credibile, ma sempre dato come possibile o probabile perché il narratore adduce prima o poi dei piccoli indizi.
I fumetti, assieme al cinema alla letteratura oggi, ispirandosi l’uno con l’altro rendono questo immenso e caleidoscopico mondo mentale pieno di rinnovati confini, estendendo la già folta schiera di opere antiche e moderne che nella denominazione del solo apparentemente banale genere “fantastico” in cui trovano dimora e che invece nasconde le paure ed i sogni umani fin dall’alba dei tempi.
Questa è solo una porta, una delle migliaia di porte che dal nostro mondo che vanno verso questo “fantastico” ma reale piano d'esistenza e che diviene fuga e rifugio da una società che spesso ci delude e che molte volte è più meravigliosa di quello che crediamo, poiché capace di generare sogni meravigliosi e terribili incubi.
martedì 24 marzo 2009
FANTASCIENZA, FANTASY, FANTASTICO.

LA FANTASIA E IL FUMETTO INSIEME E INSEPARABILI.
FANTASIA NON COME EVASIONE MA COME CODICE PER INTERPRETARE CON MAGGIORE INTENSITA', PENETRAZIONE, RICCHEZZA DI SIGNIFICATI, TUTTE LE REALTA', QUELLE VISIBILI E LE INVISIBILI, I FATTI E I SOGNI: PERCHE' TUTTE CI APPARTENGONO, TUTTE DEVONO ATTRAVERSARE LA NOSTRA MENTE PER
DIVENTARE "IN QUALCHE MODO" COSA CONCRETA DA COMUNICARE AGLI ALTRI.
IL NOSTRO "MODO" E' IL FUMETTO; E IL SOGNO CHE APPARTIENE A F3 E' QUELLO
DI PRENDER FORZA DAL COMUNE INTENTO DI UN GRUPPO DI FARE UN FUMETTO LIBERO DI MUOVERSI IN MEZZO AL CAOS DI IMMAGINI CHE CI SOMMERGE, NUOTANDO, DEPREDANDO, MISCHIANDO RICOMINCIANDO E INVENTANDO. UN FUMETTO FATTO UN PO' DI TERRA E UN PO'DI CIELO, TUTTO ATTUALE E TUTTO "FANTASTICO!".
LASCEREMO OGNI VOLTA, IN QUALCHE PUNTO DI OGNI RACCONTO, UN SIMBOLO FIGURATO CHE RAPPRESENTI BENE LA NOSTRA INTENZIONE DI ANDARE AVANTI SEGUENDO UN'IDEA CONDIVISA, E CHE SERVA A LEGARE UN LAVORO ALL'ALTRO.
QUESTO SIMBOLO - STANTE "F3" - NON POTEVA CHE ESSERE IL CUBO, PERCHE' CI SEMBRA ESPRIMA EFFICACEMENTE LA VOLONTA' DI TENERE INSIEME E CONCHIUDERE RAZIONALMENTE CIO' CHE E' INDETERMINATO.
F3 E' UN PROGETTO DELLA FONDAZIONE MARCO MONTALBANO
IN COLLABORAZIONE CON L'A.C. PROGETTI D'ARTE.
Antonino Rocca
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