venerdì 19 ottobre 2012

Zoe, la Fantascienza 2.0



di M

Diciamocelo, la Fantascienza oggi giorno sta raggiungendo un limite, una logoria spesso valida anche per i più appassionati; una saturazione che solo un evento galattico magari di natura aliena permetterebbe al genere "fantascientifico" nuovi obbiettivi e punti di riferimento. Nuove possibili tecnologie inimmaginate ancora oggi sarebbero realtà, dando spazio a nuove ispirazioni a cui aggrapparsi.
Di solito solo ogni vent'anni nasce un'opera in grado, usando i medesimi meccanismi fantastici ma in modo nuovo, di risvegliare l'entusiasmo e le aspettative dei "ConsumatoriDiFantascienza"; scintille nel panorama creativo che si pongono nuove domande, scoprendo tra gli angoli conosciuti dei codici fantascientifici antri e varchi che ne espandono i confinio conosciuti.
Vedi opere come Blade Runner, Matrix e 2001 Odissea nello spazio per fare solo pochi esempi...
A mio avviso, questi lampi in avanti nel panorama creativo, nascono da anomalie, dove per puro caso o per la semplice voglia di creare una semplice commistione tra generi crea inevitabilmente una ventata d'aria fresca e donando nuovi spunti al lettore.

Sempre secondo il mio parere queste commistioni non devono nascere sempre dall'attualità, e non sempre il tutto deve riguardare obbligatoriamente il futuro o il futuribile.
Spesso il "nuovo" può nascondersi dentro le radici della società, ad origini talmente lontane nel passato da essere dimenticate dalla storia ufficiale e che donano invece possibilità ancora più esaltanti del così detto: future sci fi.

Sto parlando di Zoe, opera straordinaria del maestro Angelo Pavone, pittore realista, fumettista dal tratto ricercato e sensuale, freddo ed appassionato nella sua ricerca del dettaglio.
Parlerò di quest'opera fumettistica appena letta e tutta nata in Sicilia, da editori siciliani ma che pare essere raccontata per il mondo intero.

Quando mi é stato chiesto di scrivere una recensione per Zoe, l'idea iniziale era quella di far conoscere quella che a me sembra una vera opera d'arte grafica davvero notevole; parlare delle risorse che ogni giorno giovani autori impegnano nel realizzare albi assolutamente indistinguibili dalle più grandi opere nazionali della grandi case editrici, ma andando avanti nella lettura, vengo invece immediatamente colto dalla semplicità e apparente linearità del tratto ma che nasconde però una complessità non visibile a prima vista e che trascina presto in una lettura emozionante e tutt'altro che scontata.
Quello che sembrava a prima vista un normale racconto di fantascienza sembra trasformarsi quindi in un viaggio misterioso in un piano quasi mai analizzato dalle opere di genere; una commistione radicata nella storia e che unisce due corsi differenti: la storia dell'uomo e quella dei suoi creatori (no, nulla a che vedere con il deludente Prometheus).

La protagonista é Zoe, appartenente alla razza dei creatori della razza umana (e non solo?), almeno questo sembra evincersi dalle prime pagine. Il lettore viene presto catapultato in un luogo siderale dove razze aliene si contendono con armi silenziose, evolute al di là di ogni spettacolarità e solo qualche pagina dopo il racconto ci trascina all'interno della storia umana, con scene lontane dai luoghi asettici dei misteriosi creatori, in quello che appare come un piano inferiore, in un periodo tumultuoso e caotico che fu quello della rivoluzione francese.

Due luoghi, due racconti solo apparentemente distanti ed apparentemente inconciliabili che sorprendentemente riescono però a fondersi in un'unica storia fatta di strati e livelli differenti, di guerre combattute a più livelli, di sentimenti che scorrono attraverso la terra sporca di sangue, per salire direttamente fino al cielo, la gelida dimora dei creatori.

L' anima di questo primo capitolo di Zoe é unica. Vedo un racconto profondamente attuale nel suo raccontare di crisi sociali, di rabbia, di lacrime, di malinconie, riuscendo comunque ad intrecciare tutto ad una fantascienza, concedetemi il termine: "nuova" o comunque decisamente atipica.

Vedete, la fantascienza di oggi si é, a mio avviso, conceduta l'opportunità di accomodarsi nei suoi razzi/pistole laser/teletrasporti/e clichet vari, perdendo probabilmente il senso stesso di ciò che é "il racconto di fantascienza".

L' immaginazione stessa di come sarà l'uomo nel mondo di domani, con le sue tecnologie, le sue lotte, i suoi problemi che si rivestono di nuovi aggeggi ma che rimangono comunque simili in qualunque era sia ambientato il racconto. La ricerca a cui oggi si limita la maggior parte dei creativi del genere é invece di cercare di adattare ciò che oggi abbiamo rendedolo solo un po più futuribile, trasponendo pari-pari le dinamiche odierne, vestendo magari il tutto di un lucido e accattivante abito, ma privandosi della sfida di raccontare ciò che c'é di più bello: immaginare ciò che non é stato ancora immaginato.
Zoe racconta di una tecnologia strana, silenziosa, mai ostentata, riuscendo invece a dire molto di quanto non facciano oramai certe opere già viste e riviste.


Angelo Pavone, nella sua ricerca di rappresentare la semplicità, ci porta in un tumulto di poesia, azione e caos che vi lascerà una sensazione di cui difficilmente vi libererete. sono molte le atmosfere profonde che lasciano spazio al lettore di assaporare una sorta di caduta angelica della protagonista, dal mondo degli "dei" a quello degli uomini, in una ricerca spasmodica di qualcosa che sembra avere importanza per lei, ma che diventa solo espediente per portarci con lei, guardando i tumulti della rivoluzione dal suo punto di vista, attraverso quello che intuiamo essere le sue emozioni, spesso fredde ed analitiche.



Non c'é peró solo la passione di condividere delle radici antiche dell'umanità in forma fumettistica in Zoe, bensì quella di creare più livelli, più racconti paralleli, spesso in grado di sfiorarsi appena, dando diverse chiavi di lettura; Zoe é infatti un'opera storica, fantastica, fantascientifica, paleoastronomica; tutto in un unico racconto.

Come tutta la fantascienza che si rispetti anche Zoe manda dei messaggi al lettore, spesso talmente profondi e nascosti che solo nelle riletture successive si comincia ad intravedere una ricerca quasi geometrica del dettaglio e della comunicazione stessa della bellezza. 



Ma parlando di simboli e bellezza parliamo dell'aspetto grafico di quest'opera.

Angelo Pavone sembra in grado di creare inquadrature uniche, raramente o mai utilizzate di solito nei fumetti. Davvero notevole il modo in cui l'obbiettivo, punto di vista del lettore, circondi Zoe, stuzzicando un voyeurismo appena accennato pur rimanendo assolutamente innocente e mai pesante, esattamente come appare la gelida eppure sensuale protagonista.

Non sono però qui a raccontarvi la storia di questa monografia interessante che se vorrete potrete ordinare e leggere; volevo solo raccontarvi le mie impressioni personali e credo con queste pochi concetti soparsi di averlo fatto.

Un opera matura Zoe - nel cielo, profonda e al di sopra di molte produzioni nazionali che conosco. Sebbene si tratti solo di un primo capitolo e con una trama complessa ancora in fase di sviluppo, Zoe sembra avere tutte le carte in regola per essere definita fantascienza con l'anima, discreta, riflessiva, piena di storia e di ricerca, una fantascienza 2.0.

M.


Zoe - nel cielo
di Angelo Pavone
80 pagine, bianco e nero - copertina colorata - 17x23 cm
Edizioni Progetti D'Arte - Euro 15,00
Per iPad - App Store/Fumetti al Cubo/ Zoe - nel cielo
Euro 2,99


Di seguito l'anteprima di Zoe che potrete trovare insieme alla versione completa all'interno dell'App di fumetti al cubo...


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